732 148. Si trovarono insieme a Roma, in casa del
cardinale d'Ostia che poi fu Sommo Pontefice, le fulgide luci
del mondo san Francesco e san Domenico.
Sentendoli parlare fra loro del Signore con tanta dolcezza,
alla fine il vescovo disse: «Nella Chiesa primitiva
i pastori erano poveri e persone di carità, senza cupidigia.
Perché – chiese - tra i vostri frati quelli che
emergono per dottrina e buon esempio, non li facciamo vescovi
e prelati?».
Fra i due Santi sorse una gara, non per precedersi nella risposta,
ma perché l'uno proponeva all'altro l'onore ed anzi
voleva costringerlo a parlare per primo. In realtà
si superavano a vicenda nella venerazione che nutrivano reciprocamente.
Alla fine vinse l'umiltà in Francesco, perché
non si mise avanti e vinse pure in Domenico, perché
ubbidì umilmente e rispose per primo.
Disse dunque Domenico al vescovo: «Signore, i miei frati,
se lo capiscono, sono già posti in alto grado, e per
quanto sta in me non permetterò che ottengano altra
dignità». Dopo questa breve e convinta risposta,
Francesco si inchinò al vescovo e disse a sua volta:
«Signore, i miei frati proprio per questo sono stati
chiamati Minori, perché non presumano di diventare
maggiori. Il nome stesso insegna loro a rimanere in basso
ed a seguire le orme dell'umiltà di Cristo, per essere
alla fine innalzati più degli altri al cospetto dei
Santi. Se volete – continuò - che portino frutto
nella Chiesa di Dio, manteneteli e conservateli nello stato
della loro vocazione, e riportateli in basso anche contro
loro volontà. Per questo, Padre, ti prego: affinché
non siano tanto più superbi quanto più poveri
e non si mostrino arroganti verso gli altri, non permettere
in nessun modo che ottengano cariche». Queste furono
le risposte dei Santi.
733 149. Cosa ne dite, voi figli di santi? La gelosia
e l'invidia provano che siete figli degeneri, e non meno l'ambizione
degli onori dimostra che siete spuri. Vi mordete e divorate
a vicenda. Ma la guerra e le liti non provengono che dalle
passioni. Voi dovete lottare contro le potenze delle tenebre,
avete una dura battaglia contro gli eserciti dei demoni, e
invece vi combattete a vicenda.
I Padri si guardano con affetto, pieni di saggezza, con la
faccia rivolta verso il propiziatorio. I figli invece trovano
gravoso anche solo vedersi. Cosa farà il corpo, se
ha il cuore diviso? Certamente, l'insegnamento della pietà
cristiana porterebbe nel mondo intero maggior frutto, se un
più forte vincolo di carità unisse i ministri
della parola di Dio. Perché a dir vero, ciò
che diciamo o insegniamo è reso sospetto da questo
soprattutto, che in noi segni evidenti rendono palese un certo
lievito di odio. So pure che non sono in causa i giusti, che
vi sono dall'una e dall'altra parte, ma i malvagi. E a buon
diritto crederei che si dovrebbero estirpare perché
non corrompano i Santi.
Cosa dovrei poi dire di quelli che hanno grandi aspirazioni?
I Padri hanno raggiunto il regno non per la via della grandezza,
ma dell'umiltà. I figli invece si aggirano nel cerchio
dell'ambizione e non cercano neppure la via della città
loro dimora. Ma cosa ne deriva? Se non seguiamo la loro via,
non ne conseguiremo neppure la gloria.
Non sia mai, Signore! Fa' che siamo umili sotto le ali di
umili maestri, fa' che si vogliano bene quelli che sono consanguinei
di spirito, e possa tu vedere i figli dei tuoi figli, la pace
in Israele.